Stefano, una malattia illuminata dallo studio

Stefano Botta

Stefano vede sempre meno, si muove in autonomia con crescente difficoltà a causa di una malattia neurodegenerativa progressiva. Ma la sua mente brilla intoccata dal buio, sfavillante e vivace. Vive a Gussago, è iscritto all’Università di Torino, secondo anno di Matematica. “Il primo anno frequentavo, ma poi mi sono reso conto che i problemi erano tanti. Ora studio da casa, perché posso vedere meglio lo schermo, posso ingrandire le cose da leggere, e non è affatto scontato. Vorrei preparare geometria II per settembre, e poi concentrarmi su Algebra II”. Il sogno di Stefano, insomma, è quello di studiare. “Lo studio della matematica è uno dei viaggi più belli che una persona possa fare”, dice, lui, che non ha problemi a dialogare con la matematica: è piuttosto un’amica fidata, non un’avversaria, e la maneggia con consapevolezza e facilità. Nel 2016 si è laureato, con il massimo dei voti, alla magistrale di lettere classiche con una tesi su Archimede. Matematica e Lettere, cosa avranno mai in comune. Eppure, prestando attenzione, si può intuire come la lingua e l’algebra abbiano delle dimensioni affini: sono discipline immense, eterne, estendibili nei loro sistemi all’infinito. Nel mare della matematica e della lingua non ci sono confini.

La Fondazione Sipec ha deciso, tramite il fondo istituito in memoria di Flavio Emer a supporto delle aspirazioni di persone afflitte da malattie neurodegenerative, di sostenere i sogni di Stefano. Un importante aiuto che si unisce alle cure quotidiane, alle attenzioni di mamma Edda e papà Adriano, sui quali al ragazzo “spiace gravare così tanto. Ormai non vedo quasi più. Ho proprio bisogno di essere aiutato quotidianamente”. Quello della malattia è un ostacolo con sui Stefano ha dovuto convivere per la maggior parte della sua vita. E’ una malattia che ancora non ha nome, comparsa con i primi sintomi quando aveva solamente cinque anni, e che ancora oggi è oggetti di ipotesi mediche e indagini genetiche. La carrozzina ha fatto la sua comparsa al primo anno di liceo, prima manuale, poi elettrica via via che la forza nelle braccia di Stefano se ne andava. Ma in questo mondo di debolezza e oscurità perenne, Stefano non smette di studiare, di cercare la scintilla della mente, capace di illuminare la volontà e rendere le speranze audaci. Per la prossima specialistica si valutano ora le sedi di Torino e Pavia.

Fonte: Il Punto Franciacorta – Ed. luglio 2018

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