
L’antivigilia del trascorso Santo Natale 2014, un fotografo gussaghese mi propone la lettura del volume illustrato “Stefano Stagnoli – Fotografo”, ben più di un catalogo, “Il Lago d’Idro e la Vale del Caffaro” dedicato al fotografo Stefano Stagnoli, nativo di Bagolino (30 gennaio 1902) e gussaghese d’adozione sin dall’immediato dopo guerra. Stefano Stagnoli giunge, infatti, a Gussago per motivi di lavoro e tutti imparano a conoscerlo in ragione del suo impegno di bancario dell’unica Agenzia di credito esistente in quegli anni a Gussago. La prima sede della Banca S. Paolo è stata proprio sotto l’abitazione della famiglia, nella zona di Via Chiesa (poi Via Giovan Battista Mingotti, conseguente la nuova onomastica viaria del 1971), indi all’ubicazione di Piazza Vittorio Veneto, Casa Vecchiolini; proprio qui ebbi a conoscere Stefano, “Il Signor Stagnoli”, a noi insegnarono così, potendogli parlare per la prima volta a quattrocchi, dovendo recare un’ambasceria per conto di mio padre; in quel tempo si assolvevano anche compiti più impegnativi dell’età era, infatti, la primavera del 1962 e non avevo ancora 14 anni. Stagnoli, invece, si stava incamminando verso l’ultimo periodo di lavoro concludendolo, appunto, nel 1963 avendolo iniziato appena dopo la scuola ed il servizio militare; subitamente a Ponte Caffaro, a Idro, a Nozza, poi a Vestone centro ed infine a Gussago dal 1945.
Certamente conoscevo di già Stefano Stagnoli per la sua militanza, anche con incarichi fondanti, nelle ACLI, nella Cooperativa edilizia La Famiglia, negli Scout ASCI-AGESCI, ed in altri compiti pubblici quale Assessore e Vice Sindaco, anche parrocchiali e, voglio aggiungere, anche per il suo distinto modo di vestire (giacca, camicia e cravatta e pantaloni con risvolto), sempre compito, fisicamente secco e con bel portamento. Con una certa frequenza lo associavo al volto di don Valentino Bazzani, pure lui Bagòsso, presente a Gussago per diversi decenni. Lo vedevo – per quanto io possa ricordare, vivendo gli anni dell’infanzia nella distaccata Contrada Navezze – sin dai miei otto anni (1956) frequentare le funzioni in chiesa di Santa Maria Assunta, dico da questo anno e durante quelle più solenni essendone più certo col ricordo.
A furia di ricordi personali, stavo dimenticandomi del volume–catalogo della mostra retrospettiva allestita in quel di Bagolino nel 2014. Veramente un bel lavoro quello eseguito per ricordare il gussaghese fotografo valsabbino, pur non essendo in grado che di affermare: “Mi piace”. Il Saggio Critico “Idillio, pedagogia e fraternità” curato da Fausto Lorenzi magnifica, illumina la figura di Stagnoli ed è sicuramente un bello squarcio di luce sul nostro gussaghese, uomo e fotografo. Il Comune di Bagolino veramente <<ha avuto l’intelligente idea di proporre, attraverso la poesia degli scatti fotografici di Stefano Stagnoli, un viaggio che si snoda in molte tappe nell’alta Valle Sabbia, precisamente nel territorio che va dalle montagne di Lavenone, alla conca del Lago d’Idro, alla piana di Ponte Caffaro…>>.
Sempre mi torna davanti gli occhi quella bella foto del 1945 scattata da Stefano, in cui si vede Giuseppe Faita “Gèpe Bètù” in compagnia di ragazzi innanzi la “santella” posta nel muro di cinta di casa Peracchia (angolo tra Via Casaglio e Via Larga). Lo ricordo sovente con la sua camera fotografica a tracolla ed anche usare, soprattutto, quella a pozzetto. Verso la fine degli anni Sessanta fondò in Gussago il Club degli amici della fotografia. Alcuni testi, parlando di Stefano Stagnoli, affermano che sue foto ottennero, sin dagli anni Venti e poi anche Trenta, la pubblicazione in diverse opere editoriali, anche nella Treccani, e l’esposizione a Torino, Anversa, Vienna e Barcellona, Praga e Cannes. Senza andare sino al favorevole esito delle sue esposizioni europee, che ne sappiamo, cosa conosciamo noi gussaghesi della sua vena poetica e severissima tecnica fotografica con la quale illustrò la sua Valsabbia, la zona dell’Eridio, la Val Trompia e, diciamolo pure, la sua e nostra Gussago?
Qualcuno potrà dirmi che ho ridotto ai minimi termini la figura di Stagnoli ed è verosimile, tuttavia non ho voluto, ne potuto tracciare una sua compiuta biografia, non ne sarei stato all’altezza! Ho soltanto tentato di stenderne un piccolo e modesto ricordo soprattutto nella mia veste di ragazzo di quegli anni antecedenti l’anno 1977, essendo il fotografo Stefano – anche editore artigiano di se stesso, chi non ha presente, infatti, le bellissime vedute cartolina!
– mancato alla comunità gussaghese il 13 febbraio di detto anno, triste evento oramai lontano 38 anni.
A cura di Achille Giovanni Piardi