Tanti auguri Ronco: 50 anni di successo

GS Ronco

Cinquant’anni di successi e tanta voglia di proseguire. La Ronco Gussago ha festeggiato l’ambito traguardo prima dello scoppio della pandemia. Un brindisi con le bollicine della Franciacorta, poi i sogni di gloria sono stati rinviati al 2021. Anche se gli allievi sono riusciti a vincere a Pressana (Verona, 9 agosto) e Bene Vagienna (Cuneo, 6 settembre) con Emanuele Rossini e Luca Furlan. Quest’ultimo è stato secondo anche un paio di volte a Povegliano e Comenduno, mentre gli esordienti Luca Braghini e Cristian Boni hanno chiuso terzi a Treviglio e Comenduno (Bergamo).

Il presidente Rudi Braghini, dal 1973 al 1984 nell’organigramma promozionale-agonistico, dal 2012 sullo scranno più importante del club rosanero, è soddisfatto. «Avremmo voluto iniziare i secondi cinquant’anni del nostro club con altro entusiasmo. Purtroppo il Covid ci ha tarpato le ali: per la prima volta da quando la società è stata fondata non abbiamo organizzato gare promozionali e agonistiche. Fortunatamente i nostri ragazzi ci hanno regalato qualche soddisfazione: li ringrazio di cuore insieme a tecnici, dirigenti e accompagnatori». Dal brindisi per il mezzo secolo di attività ai problemi legati al Covid. «Purtroppo è così. Dobbiamo guardare avanti e rimboccarci le maniche per pianificare il futuro con l’entusiasmo che ci ha sempre contraddistinto. La Ronco è una società che negli anni è stata spesso tra le migliori in Italia con la conquista di alcuni titoli italiani con Guido Bontempi, Angelo Corini e Manuel Crescini e numerosi allori regionali e provinciali. Mi si accappona ancora la pelle quando penso ai festeggiamenti per il doppio successo di Guido Bontempi organizzati in centro a Ronco nel 1978: che gioia».

La Ronco Gussago ha iniziato l’attività nel 1969 insieme a Gavardo e Europack Villa Pedergnano: tre team che hanno ottenuto centinaia di successi. A fondarla furono i vari Bonfadelli, Codenotti, Braghini, Bontempi, Reccagni, che scelsero il rosanero ispirandosi al Palermo Calcio. I 18 fondatori ebbero una grande intuizione e presto festeggiarono successi sulle strade di tutta Italia. Un gruppo sportivo importante per qualche mese impegnato nel duello con la Polisportiva Gussaghese. Poi è stata la Ronco il punto di riferimento di Gussago, anche se occorre ricordare l’opera e l’impegno del dottor Carlo Corcione, fondatore e animatore della polisportiva che portò il nome di questa cittadina in tutto il mondo, con corridori e le splendide majorettes. La casa del medico gussaghese è situata ai piedi della salita della Santissima dove ogni anno gli juniores si danno battaglia nel trofeo Comune organizzato dalla Ronco. «Da qualche tempo è vuota – aggiunge Rudi Braghini -, ma serve ricordare la figura di questo straordinario sportivo. Ringrazio chi negli anni ha mantenuto la Ronco ad alti livelli. E lo saranno in futuro. Parola di presidente».

Da qui sono passati alcuni dei migliori corridori bresciani di sempre. Su tutti: Guido Bontempi. In carriera ha ottenuto 83 successi da professionista, comprese tappe a Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta di Spagna e nelle altre corse a tappe. Il punto più alto della sua militanza in rosanero, dove figurava papà Sandro, è stato nel 1976 e 1978, quando sul velodromo Ottavio Bottecchia di Pordenone conquistò 4 titoli italiani nella velocità e inseguimento allievi, inseguimento e chilometro da fermo juniores. Sotto la guida di Pietro «Partigiano» Codenotti salì in cima alle classifiche nazionali e internazionali vestendo anche la maglia azzurra ai mondiali su pista. Vinse tutte le corse più importanti del calendario provinciale, regionale e nazionale, imponendosi alla 3 Giorni Bresciana a Trenzano. Nel 1978 vinse a Pasqua e pasquetta: un’autentica freccia negli arrivi affollati. Oltre a Guido Bontempi sono cresciuti alla Ronco anche Angelo Tosoni e Tomas Trainini. Angelo Tosoni insieme a Giuseppe Zanardini e Angelo Facchini dominò la scena tra i dilettanti di terza categoria: un trio fantastico. Proprio l’arcangelo di Castenedolo fu il primo corridore uscito dalla Ronco a passare professionista. Con Guido Bontempi venne poi promosso alla categoria maggiore dopo alcuni anni passati alla Passerini insieme a Guido-jet, anche Piergiorgio Angeli. Venne successivamente il turno di Fabrizio Bontempi, da anni nell’organigramma del team professionistico guidato dal campione del mondo di Goodwood ’82 Beppe Saronni. Quindi approdarono nell’olimpo del ciclismo mondiale Michele Zamboni, ora responsabile della polizia locale di Monticelli Brusati; Paolo Bertoglio, figlio di Fausto vincitore del Giro d’Italia 1975; Roberto Savoldi compagni di squadra di Marco Pantani alla Mercatone Uno; Daniele Contrini; Nicolas Marini; Davide Martinelli e Tomas Trainini, che qualche mese fa ha firmato un biennale con la Bardiani Csf. Hanno gareggiato con formazioni Continental tra i «prof» anche Matteo Furlan, Andrea Zanardini, Stefano Taglietti e Pasquale Lamanna.

Una fucina di campioni e campioncini quella della Ronco, dove il leit motiv è costituito dall’entusiasmo e il rispetto per compagni di squadra e avversari. Qualità importanti per raggiungere traguardi prestigiosi. Come quello conseguito da Angelo Corini nel 1980 con Bugno, Maffioletti e Botteon nel tricolore dell’inseguimento a squadre. A 40 anni da quel brillante successo è ancora legato alla Ronco: è infatti tra i ds delle giovanili rosanero. Sul gradino più alto del podio è salito anche l’esordiente Manuel Crescini, figlio di Luigi, ex corridore e tecnico della Ronco: nel 2002 vinse il titolo tricolore esordienti a Costamasnaga (Lecco) dove si affermò anche Wanda Benolich (Team Valverde) su Simona Frapporti (Team Vallesabbia). Mauro Danesi, Giampietro Fracassi, Alessandro Mazzelli, Daniele Bono, Nicolas Marini, Davide Martinelli, Angelo Serlini implementano il numero dei titolati rosanero. Senza dimenticare i Coppi, Gozio e Codenotti: per anni almeno una decina di persone appartenenti a queste famiglie hanno corso per il club. Insieme alle gioie festeggiate, la Ronco ha superato anche prove drammatiche: dall’incidente che è costata la vita a Giampaolo Del Bono a quello dei familiari del Partigiano, per finire con la drammatica caduta di Angelo Serlini nel novembre di qualche anno fa. Quest’ultimo ha lottato tra la vita e la morte a lungo, ma da qualche tempo ha riassaporato la gioia di vivere insieme ai corridori: praticamente non perde nemmeno una corsa. Nell’ottobre 2017 a Camignone conquistò la maglia di campione europeo juniores: fu Michele Gazzoli a togliersela di dosso e donargliela al termine della sua vittoriosa galoppata nel Trofeo Polisportiva. Un gesto di stima e affetto.

Una storia di successo grazie a impegno, competenza, passione e valori umani mostrate da presidenti e dirigenti: da Luciano Bonfadelli imprenditore di successo nel settore del peltro a Bruno Braghini; da Maurizio Bonfadelli al pluri-decorato Guido Bontempi; da Enrico Volpi a Pietro «Partigiano» Codenotti e Rolando Rudi Braghini. Tra i tecnici Pietro Codenotti, premiato con il Premio Amerio Armanasco dal Gs San Vigilio. Fu il riferimento dei rosanero per tanti anni, fino a quando la malattia lo costrinse a fermarsi. Ma prima era stato il trascinatore, capace di coinvolgere tutto il sobborgo gussaghese, dove lui conduceva un’avviata forneria. Ed era pure un esperto produttore di vino: tra le sue vigne poste a nord di Ronco costruì anche il «night» come lo chiamava lui: quattro assi, un tetto, un tavolo e alcune sedie per brindare alle vittorie non solo sportive. Un punto di riferimento di tutte le persone che ruotavano attorno alla Ronco. Amato e benvoluto da tutti è stato fondatore, ds, dirigente e presidente: aveva il sangue rosanero nelle vene. E con lui sono cresciuti tanti dirigenti e tecnici, gli ultimi Cristian Bonfadelli, Angelo Corini, Claudio Codenotti, Sergio Gozio, Fabio Zanardini, Fabio Rossini, Omar Braghini, Diego Tetoldini, Gianni Aquila, Bruno Gozio, Giuseppe Vezzoli, Simone Braghini, Roberto Duina, Andrea Codenotti. Nella storica sede a pochi metri dall’edicola e dalla Trattoria da Piro, ore, giorni, e anni sono volati. Proprio nella vecchia sede e da Piro, dove Guido Bontempi conobbe Doriana che poi diventò sua moglie, si organizzarono riunioni e cene a base di spiedo. Insieme a Gino Corioni, molto amico del primo presidente Luciano Bonfadelli. Tanti gli sponsor: Elettronave, Maurigi, Delio Gallina sono stati forse quelli più vicini alla società. Intenzionati a non mollare, parola di Rudi Braghini. E di Milena Braghini e Liviana Rossini, le donne del club.
Angiolino Massolini

Fonte: Bresciaoggi

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