
La cultura, motore per il riscatto sociale, l’impegno per lo sviluppo economico di Gussago – sfruttando le peculiarità del territorio con innovazione e con un respiro internazionale – e il ruolo della scuola; sono questi i cardini dell’opera di Angelo Venturelli, figura emblematica per il rilancio del paese nel dopo-guerra.
Questi i motivi che hanno portato alla targa a lui dedicata, affissa ai muri della scuola – donata dallo stesso Venturelli – a lui intitolata. Nelle scorse ore si è tenuta la cerimonia di inaugurazione con gli alunni, i professori, Teodora Venturelli, pronipote di Angelo, Alessandro «Billy» Barzani, per l’Anpi Gussago e i rappresentanti del Comune, di Anpi provinciale, Fiamme Verdi, Alpini e dei combattenti.
«Angelo Venturelli (1889-1972) è stato un uomo profondamente legato al territorio di origine; eroe della Resistenza, fu anche ufficiale pluridecorato della Grande Guerra; credeva nella scuola come palestra di vita. Per questo motivo donò la struttura che, dal 1972, porta il suo nome», ha spiegato il professore e storico, Vittorio Nichilo, durante la cerimonia tenutasi nell’aula magna della scuola media. In Venturelli, peculiare era la visione moderna e aperta alle innovazioni provenienti dai quattro angoli della Terra. «Negli anni ’50 – ha proseguito Nichilo – fu sua l’idea di aprire il primo “mini market” a Gussago, che aveva visto in uno dei suoi viaggi negli Stati Uniti. Aveva capito che Gussago avrebbe dovuto puntare sulle peculiarità del territorio, come le ciliege e il vino, ma prima di tutto sulla cultura e sulla scuola. Negli anni ’20 creò le prime case popolari a Gussago. Finita la guerra fu il primo sindaco dopo la Liberazione; il primo sindaco per la verità fu Lorenzini, ma non seppe gestire una rivolta di donne gussaghesi, e il compito passò a Venturelli. Fu uomo colto che fece del bene per Gussago». Il nome di Venturelli sarà presto esposto all’ingresso della scuola.
Federico Bernardelli Curuz
Fonte articolo Giornale di Brescia