Terreni agricoli: anche nel 2012 un ettaro a Gussago può costare fino a 250.000 euro

Un vigneto di Gussago
Un vigneto di Gussago

Il valore dei terreni agricoli in provincia di Brescia è fermo ormai dal 2011, mentre nel resto d’Italia si assiste a una riduzione del prezzo della terra. Pesano la crisi e le difficoltà di accesso al credito. La flessione continuerà.

È pur vero che, nel resto d’Italia, la situazione è ancora più preoccupante. Ma, anche a Brescia, investire nei terreni agricoli non è più una sicurezza. I valori del listino della Borsa immobiliare sono sostanzialmente fermi dal 2011. E, secondo qualche operatore, si tratta di quotazioni eccessivamente ottimistiche. Considerando l’inflazione, quindi, la terra bresciana vale meno di due anni fa. Il mercato fondiario italiano, come rilevato recentemente dall’Inea (Istituto nazionale di economia agraria), ha vissuto nel 2012 un anno di rallentamento. Il prezzo della terra è diminuito solo dello 0,1%, ma tenendo conto dell’inflazione il calo reale è del 3,1%. E, se si allarga la visuale agli anni passati, secondo Inea il patrimonio terriero nazionale vale oggi il 93% di quanto veniva stimato nel 2008.

In Lombardia, e a Brescia in particolare, la situazione è leggermente differente. Nella nostra regione, infatti, il costo della terra è cresciuto significativamente dal 2003 al 2010, per poi assestarsi e mantenere i livelli raggiunti. Peraltro, nella top 20 delle zone agricole più costose d’Italia troviamo anche i vigneti specializzati della collina bresciana, il cui valore oscilla mediamente tra 155 e 210.000 euro/ettaro (con una rivalutazione del 114% in dieci anni), per arrivare in Franciacorta fino a 250.000 euro. E proprio il territorio franciacortino resta uno dei più remunerativi per chi investe in terreno agricolo, insieme ai vigneti della zona gardesana. La tendenziale stabilizzazione del prezzo della terra bresciana è comunque dovuta a più fattori. Pesa indubbiamente la crisi economica, con tutte le conseguenze ben note, a partire dalla riduzione del credito. Gli acquirenti non agricoltori sono proprio frenati dalla mancanza di liquidità e dalle prospettive incerte del settore. Inoltre, almeno in Lombardia, è sempre minore la superficie agricola: in vent’anni si sono persi 400.000 ettari coltivati e oggi siamo sotto quota un milione. In continua riduzione anche il numero delle imprese: sono scese sotto quota 50.000.

In questo quadro, nemmeno la terra, tradizionale bene rifugio, rappresenta più un investimento sicuro. Resta redditizio a lungo termine (se consideriamo gli ultimi dieci anni), ma non è detto che la situazione resti favorevole. L’incertezza domina anche chi vuole restare con i piedi per terra.
Guido Lombardi

Nello specifico, i dati relativi alla zona di Gussago (regione agraria 10 A), che non sono variati rispetto allo scorso anno, sono i seguenti:

Tipo di terreno Minimo Massimo
Seminativo irriguo 100.000/ha 150.000/ha
Seminativo non irriguo 93.000/ha 140.000/ha
Vigneto Doc 167.000/ha 250.000/ha
Frutteto 167.000/ha 250.000/ha

Fonte: Giornale di Brescia

RESTA SEMPRE AGGIORNATO CON LE NOSTRE NOTIZIE!

- iscriviti al canale WhatsApp di Gussago News
- iscriviti alle Newsletter di Gussago News