Torna lo smog: salgono a 17 i comuni pronti ai blocchi

Polveri sottili pm10

Ci risiamo. Una settimana senza pioggia e a Brescia tornano ad addensarsi le cancerogene polveri sottili. Un ritorno poco gradito. Ma che arriva ben dopo altre zone sensibili del bacino padano, a dimostrazione che Brescia non è più capitale lombarda dell’aria malata. Ieri a Milano, dopo 5 giorni di smog fuorilegge, sono scattati i blocchi per le auto diesel Euro 3 e 4. Anche a Cremona, Lecco, Pavia, l’aria è avvelenata da quattro giorni (i blocchi scatteranno da venerdì).

Complice il fenomeno dell’inversione termica, il riscaldamento domestico ormai a pieno regime crea un surplus di particolato fine che va ad aggiungersi a quello prodotto (come nel resto dell’anno) da traffico ed industrie. Risultato: ieri l’Arpa in città ha stimato lo sforamento dei limiti di legge per il Pm 10 (50 microgrammi per metro cubo) . E da oggi a venerdì prevede «condizioni meteorologiche favorevoli all’accumulo di inquinanti». Sabato però è prevista pioggia, che laverà lo smog accumulatosi nell’aria. Non si andrà quindi verso un nuovo filotto record di dodici giorni fuorilegge, come è accaduto dall’ 11 al 22 ottobre. Una serie «velenosa» che aveva fatto scattare tutti e due i livelli del nuovo «protocollo aria» messo a punto da Regione Lombardia con altre tre regioni. Il primo livello scatta dopo quattro giorni; le giornate di controllo sono il lunedì e il giovedì. Ma domani i giorni di supero saranno solo due. Quindi nessun blocco in vista. La prossima settimana sono previste precipitazioni, martedì (addirittura neve a bassa quota), giovedì e sabato. Così da spezzare l’accumulo costante delle cancerogene polveri sottili.

Se dovessero arrivare nuovi blocchi, non scatteranno solamente a Brescia città, come previsto dal protocollo regionale (l’automatismo era previsto solo per città oltre 30mila abitanti). Altri 16 dei 20 comuni dell’area critica hanno adottato volontariamente la delibera per aderire ai blocchi. San Zeno Naviglio è stato il primo, al quale è seguito Borgosatollo, Bovezzo, Sarezzo, Castenedolo, Roncadelle, Rezzato, Castegnato, Botticino, Collebeato, Concesio, Gardone Valtrompia, Gussago, Marcheno, Nuvolera, Mazzano. Mancano all’appello Lumezzane, Flero, Villa Carcina, Nave e Cellatica (non risultano ancora inseriti nell’elenco del protocollo aria sul sito web di Regione Lombardia). Apprezzabile l’impegno delle amministrazioni locali che hanno volontariamente reso omogeneo il provvedimento. Ma resta aperto il tema della scarsità dei controlli, sia sulle vetture private sia sui sistemi di riscaldamento. Stufe non efficienti e camini aperti sono vietati sotto i 300 metri; sono loro i responsabili di più del 50% di polveri sottili. I controlli nei paesi spetterebbero alla Provincia (in città al Comune) che però non ha personale in grado di far rispettare i divieti. Un ultimo dato riguarda il trend delle giornate fuorilegge. Da inizio anno se ne contano 53 al Broletto e 65 al Villaggio Sereno. Ma c’è ancora tutto dicembre. Vero è che sono la metà rispetto a dieci anni fa (e un quarto rispetto agli anni Settanta) ma — complici i cambiamenti climatici e la minor pioggia — il dato è già superiore al 2014 (anno piovosissimo). E tra poco si supereranno anche i dati del 2016 (56 superi al Broletto e 66 al Sereno).
Pietro Gorlani

Fonte: Corriere della Sera – Ed. Brescia

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