Trasporto pubblico: Legambiente chiede di ridisegnare la rete provinciale con le «circolari»

Linea 13 Gussago

Legambiente chiede di ridisegnare la rete provinciale superando la centralità di Brescia e colmando le lacune che spingono all’uso dell’auto. Veicoli privati in aumento mentre la città si svuota «Esiste una nuova domanda che aggira il capoluogo».

«Nella nostra provincia i servizi di trasporto pubblico sono Brescia-centrici, non intercettano la mobilità che si sposta da hinterland a hinterland e per questo vanno riprogrammati. Un esempio? Gussago, Paderno, Passirano, Castegnato, Camignone e Ome dovrebbero essere collegati da una circolare della Franciacorta, invece non esiste nulla». La denuncia (e insieme la proposta) è di Silvio Parzanini e Dario Balotta, presidenti dei circoli di Legambiente di Franciacorta e Basso Sebino.

Il punto di partenza? I dati dell’Automobile club. Dai quali emerge che le autovetture circolanti in provincia sono cresciute dalle 604.605 del 1995 alle 751.080 del 2011, quasi 150 mila in più, mentre la città è passata nello stesso lasso di tempo da 129.027 a 122.220 veicoli, «perdendone» quindi 6.807. «Significa che i trasporti pubblici extraurbani non soddisfano la nuova domanda di mobilità che viene dal territorio – insistono Parzanini e Balotta -. Fatte salve quelle per gli studenti e qualche lavoratore pendolare, le corse delle autolinee sono tutte verso Brescia e ritorno. Ma le esigenze sono anche altre. La Provincia spende quasi 30 milioni di euro l’anno e offre, attraverso Saia, Sia, Fnma e Apam, 20 milioni di chilometri/autobus l’anno, esclusi i servizi del capoluogo che, mancando una integrazione città-provincia, fanno purtroppo storia a sé».

L’origine della situazione? Legambiente spiega che l’ultima volta che la Provincia ha disegnato la rete è stato nel 2005, si va avanti quindi basandosi su una vecchia fotografia della mobilità. «In questi quasi 10 anni le cose sono cambiate – precisano i presidenti dei due circoli -. Molti bresciani hanno trovato casa in provincia, l’urbanizzazione caotica della Franciacorta lo dimostra. I poli scolastici in provincia e in città hanno mutato caratteristiche e specialità e sono nati nuovi poli sanitari, come, sempre per restare in Franciacorta, quelli di Ome e Gussago. Molte fabbriche hanno chiuso e la rete commerciale ha cambiato faccia. I servizi di autobus sono tutt’ora organizzati dall’hinterland a Brescia e viceversa. Così si spendono tanti soldi pubblici, ma la gente si muove solo in automobile».

Per Parzanini e Balotta, la legge regionale di riordino del trasporto locale, di un anno fa, non dà risultati. Le agenzie di mobilità di bacino (doppione degli uffici provinciali e comunali) sono ferme. Le gare per l’affidamento dei servizi e introdurre elementi di concorrenza sono ancora lontane. «Quanto bisognerà aspettare? Sollecitiamo i comuni interessati a valutare la nostra proposta e a premere sul Broletto perché avvii un efficace riordino delle autolinee».
G.Z.

Fonte: Bresciaoggi

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