Troppo presto per abbassare la guardia, ma tre giorni di “tregua” fanno ben sperare

Fondazione Richiedei

Troppo presto per abbassare la guardia ma per il terzo giorno consecutivo gli ospedali di Chiari e Iseo, non sono soffocati da ondate di ricoveri e la chiusura di aziende consente anche pause per i volontari delle ambulanze. «Dalla bergamasca – ha spiegato Faustino Belometti, Presidente della delegazione CRI di lago e valle dell’Oglio – quasi non arrivano chiamate e questo consente di far respirare gli equipaggi delle nostre ambulanze che in dieci giorni si sono fatti migliaia e migliaia di chilometri. Le chiamate adesso arrivano dagli ospedali di Chiari e Iseo che chiedono di trasportare chi è uscito dalle rianimazioni al Richiedei o in strutture e abitazioni dove saranno isolati per due settimane prima della guarigione. Il traffico al minimo velocizza il trasporto, la chiusura delle attività ha fatto aumentare i volontari che non sono più impegnati nel lavoro, permettendo pause e riposo. È presto per dire che è finita, ma adesso si lavora meglio».

Analogo il parere di Carlo Bonometti, presidente della Richiedei: «Speriamo che la tregua duri: oggi la situazione è stabile, 50 degenti nell’ospedale di Palazzolo e 21 nella Rsa di Gussago. La nostra Fondazione non poteva che collaborare alla battaglia per la salute del territorio». A Chiari, sede della direzione dell’Asst Franciacorta, stanno arrivando i rinforzi per vincere il corona virus: il direttore generale Mauro Borelli ha firmato i contratti per 22 infermieri specializzati e per 20 medici, alcuni part time, già in corsia alleggeriscono turni di servizio meno pesanti e rischiosi. «Non è certo il momento di ridurre l’impegno – ha commentato Borelli – ma i numeri fanno sperare nel prolungamento della pausa iniziata domenica. L’arrivo all’Asst delle dotazioni e soprattutto del nuovo personale è importante come lo è la collaborazione della Richiedei che ci ha permesso di liberare letti nel momento più duro, con i 50 letti per chi aveva superato la fase acuta. Nei due ospedali ora abbiamo 18 persone in rianimazione e 250 ricoverati, che consentono un margine di riserva importante: 70 persone, in via di recupero sono state trasferite in strutture riabilitative come la Richiedei, o a domicilio per la quarantena. Sono state settimane difficili ma dai nostri ospedali sono uscite 134 persone guarite e ci spiace la perdita di 137 ricoverati, in maggioranza over 70. Sono convinto che ce la faremo per cui non possiamo in alcun modo abbassare la guardia». Gabriele Zanni, sindaco di Palazzolo, ha commentato: «I dati Ats oggi sono difficili da interpretare. C’è un aumento di persone positive nella nostra città che portano il totale a 112 con 17 decessi. Chi è attivo nel soccorso e negli ospedali, ci dice però che non c’è più un afflusso massiccio».
G.C..C.

Fonte: Bresciaoggi

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