Villa Trebeschi/Corcione – I ricordi di Angelo Cartella

Classe 1932 maestro Trebeschi

Angelo Cartella, vuoi raccontare come e nata e da quando la villa dei tuoi parenti Trebeschi; chi fu il tecnico progettista, chi il costruttore, chi la pensò e chi la volle, da chi la comprarono i Corcione, ect…

La Villa Trebeschi, posta in pieno centro a Gussago, fu costruita su terreno comperato dal mio zio Faroni negli anni ‘20 del 1900 e finita nel 1930 voluta dal maestro Luigi Trebeschi e dalla moglie Boni Maria, su progetto del cognato Ing. Pietro Trombetta. Il maestro Luigi mori nel 1950, di conseguenza passò in eredità alla moglie maestra Maria Boni sino alla morte della stessa nel 1955, non avendo avuto figli passò in eredita ai fratelli Trombetta con usufrutto alla sorella Boni Rosa; alla morte di quest’ultima rimase vuota e di conseguenza per qualche anno, sino a quando fu venduta al dott. Carlo Corcione (figlio del dott. Domenico) all’inizio degli anni 60 del 1900, e di seguito passò alla moglie e figlia del dottore. Successivamente si fecero delle modifiche (piscina e giardino). Poi la figlia la vendette ad un nuovo acquirente. L’interno è da ristrutturare. Oltre alla villa il dottore fece costruire la casa per il custode e operò delle modifiche interne per adeguarla alla sua attività. Frequentai la villa sino al 1960 perchè noi Cartella eravamo mezzadri del maestro Trebeschi, che ricordo sempre con affetto, era cugino di mio padre; infatti – con la concorde volontà della moglie – volle, in morte, lasciare in segno di riconoscenza la casa colonica (di Via Chiesa) ai Cartella, casa dove abitarono i miei e noi tutti e dove vivo tuttora.

Avrai letto, Achille, a questa data, la lettera della signora Maria Luisa Albertini (Giornale di Brescia, 6 marzo) sui dati della villa che condivido. Torno sul maestro Luigi Trebeschi (detto maestro Angèlèto) era persona in paese molto conosciuta e molto stimata come giudice di pace che, come ho già detto, ricordo bene per quanto noi Cartella abbiamo da lui ricevuto. Noi Cartella siamo riconoscenti a Luigi Trebeschi.

Ricordi di villa Trebeschi: la praticai ancora da piccolo, da quando frequentavo le scuole elementari, e giocai parecchio sia con la nipote dei Trebeschi, Marisa Albertini, quanto con la povera Itala Temponi, figlia del fornaio, vittima della bomba nell’aprile 1945. Mi ricordo che dal 1944 con il maestro Luigi andavo parecchio in villa ad aiutarlo, a fare dei piccoli lavoretti come infiascare ed imbottigliare il vino oppure spalare la neve; poi, dopo la quinta elementare, incominciai a seguire mio papà nel lavoro dei campi e della cantina Trebeschi, cosi sino al 1952 quando mio padre morì e dall’ora, sino 1960, seguii a tempo pieno tutte le attività tenendo anche la contabilità delle vendite di vino ed acquisti per la campagna con piena fiducia della Signora Maria vedova Trebeschi. Luigi oltre ad essere mio maestro fu anche mio padrino alla cresima. Quando mi sposai, nel 1956, nel salone della villa Trebeschi facemmo il pranzo di nozze sia il sabato quanto la domenica, per “èl Spuzì”. Invio due foto l’una della mia classe di scuola elementare con il maestro Luigi Trebeschi e l’altra della Villa alla data del maggio 2006.
Angelo Cartella

A cura di Achille Giovanni Piardi

RESTA SEMPRE AGGIORNATO CON LE NOSTRE NOTIZIE!

- iscriviti al canale WhatsApp di Gussago News
- iscriviti alle Newsletter di Gussago News